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Patrizia
Bellucci
I criteri principali, che hanno orientato la mia attività scientifica e che sono rintracciabili anche nelle mie pubblicazioni, sono essenzialmente i seguenti:
La mia ricerca inizialmente si è concentrata nell'ambito della dialettologia. In questo campo i miei studi - quasi sempre sorretti dalla raccolta diretta dei dati - si sono distribuiti su gruppi dialettali differenziati: quello toscano, quello lunigianese (di tipo settentrionale) e quello sardo (con particolare attenzione alla comunità sarda immigrata in Toscana). La diversità dei gruppi dialettali ha implicato anche il ricorso a strumenti descrittivi e analitici o interpretativi differenziati e la costruzione di una conoscenza progressivamente approfondita delle problematiche caratterizzanti. Ho anche cercato di assumere questi gruppi dialettali come focus per analisi metodologicamente diverse: da quelle di tipo strutturalista a quelle più collegate con la linguistica storica o la storia delle tradizioni popolari e della cultura materiale e, soprattutto, con la sociolinguistica.
La continuità di indagini e studi diversi riferiti agli stessi dialetti o repertori è sempre stata finalizzata al tentativo di comprendere meglio le comunità linguistiche indagate nella loro complessità, compresi i fenomeni di immigrazione, nella ferma convinzione che la linguistica offra una fondamentale 'chiave di lettura' della realtà sociale e culturale, da cui è scaturita anche la mia partecipazione a varie associazioni culturali.
Il mio interesse per la dimensione sociolinguistica - presente fin dall'inizio e già rintracciabile in molti dei miei studi dialettologici - si è progressivamente consolidato (anche in rapporto al parallelo sviluppo della disciplina in Italia) e la sociolinguistica ha finito per diventare l'ambito di riferimento teorico e metodologico centrale della mia attività scientifica e didattica. La mia precedente formazione dialettologica mi è stata di grande aiuto: 1) nel fondare i miei studi sulla raccolta e analisi di usi concreti, orali, scritti e trasmessi; 2) nel consentirmi l'analisi della intera gamma di variazione linguistica, che nello specifico repertorio sociolinguistico italiano va dagli usi dialettali più ristretti e più marcati ai livelli più alti di lingua, con una notevole complessità di relazioni e interazioni tra varietà diverse dell'italiano o tra dialetto e lingua; e 3) nel rendere possibile
l'applicazione a repertori di tipo diverso, che in tutta evidenza implicano metodologie
analitiche differenziate. Negli ultimi anni la mia attenzione si è incentrata
in modo particolare su testi non letterari e usi speciali
della lingua: linguaggio burocratico, linguaggio politico, lingua dell'architettura,
ecc. Ho infine individuato nella linguistica giudiziaria - estesa dalla fase delle indagini preliminari fino alla celebrazione e alla radio - e teletrasmissione di processi penali - un interessante e proficuo ambito di ricerca; si tratta peraltro di un settore finora poco studiato in Italia (sia pur con brillanti eccezioni), nonostante la grande rilevanza sociale e civile degli usi linguistici in ambito giudiziario. Il Dibattimento processuale, in quanto interazione asimmetrica per eccellenza, ha implicato la sinergia di prospettive metodologiche diverse: dalla dialettologia alla sociolinguistica variazionista, all'analisi conversazionale, ecc.. Tutta la ricercasi si pone comunque in un'ottica prevalentemente "interpretativa" o "interazionista". Per informazioni più dettagliate sul tema, cfr. "Laboratorio di Linguistica Giudiziaria - LALIGI". Il lavoro d'équipe è stato una costante dei miei studi, che ha visto ad oggetto, ad esempio, il lessico toscano o l'italiano radiofonico.
Fin dall'inizio della mia attività
ho sempre avuto una continuata attenzione alle varie dimensioni applicative della
ricerca linguistica e, in particolare, un interesse ininterrotto
per l'educazione linguistica, sia in relazione ai
diversi bisogni e alle innovazioni che andavano emergendo dal mondo della Scuola
(processi di riforma, evoluzioni socioculturali, diversità dei repertori,
ecc.) e dell'Università, sia in rapporto ai risvolti educativi dei miei
lavori di ricerca scientifica. Tale interesse si è tradotto anche in una
intensa e pluridecennale attività di aggiornamento degli insegnanti (e
di altri professionisti ed operatori), di formazione dei formatori, ecc. e in
una altrettanto continuata partecipazione ad imprese ed associazioni finalizzate
alla ricerca e all'aggiornamento linguistico in ambito formativo (a partire dal
GISCEL).
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