Laboratorio di Linguistica Giudiziaria - LALIGI - Dipartimento di Linguistica Università di Firenze
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Laboratorio di Linguistica Giudiziaria - LALIGI
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Obiettivi e ambiti della ricerca

 

La ricerca, incentrata sulla linguistica giudiziaria italiana, è nata nel 1992 come “reazione scientifica” alla strage di Capaci. Da allora questo settore di studi ha costituito un filone costante e privilegiato dell’attività scientifica della prof. Patrizia Bellucci, proprio per la rilevanza evidente che i temi affrontati rivestono, sia nell’ambito degli studi linguistici [usi speciali della lingua, interazioni asimmetriche, testi non letterari, ecc.], sia a fini di formazione e aggiornamento linguistici di varie professionalità di settore. Negli anni si è progressivamente aggiunta la collaborazione dei suoi allievi ed ex-allievi oltre che di colleghi (v. Elenco dei Partecipanti). La ricerca tende anche a colmare un ritardo ed un relativo vuoto italiano – sia pur con brillanti eccezioni – rispetto alla Forensic Linguistics, ben più radicata e praticata in ambito internazionale.Se la prospettiva di lavoro è evidentemente linguistica, l’obiettivo che accomuna il gruppo è anche istituzionale e sociale, nella convinzione forte che le Istituzioni democratiche della Repubblica e l’esigenza diffusa di legalità debbano essere sostenute dalle competenze specialistiche.

La ricerca, focalizzata anzitutto sull’attuazione della Giustizia a partire dai processi penali, prende in considerazione aspetti e problemi di natura linguistica, spesso con forte ricaduta applicativa (che in ambito giudiziario può anche essere di notevole rilievo). L’analisi ha implicato la sinergia di prospettive metodologiche diverse: dalla dialettologia alla sociolinguistica variazionista, all’analisi conversazionale, all’etnografia della comunicazione, ecc. Tutta la ricerca si pone comunque in un’ottica prevalentemente “interpretativa” o “interazionista”.

La ricerca si articola in varie direzioni:

  1. La fase delle indagini preliminari, con particolare attenzione alle intercettazioni telefoniche e ambientali in senso stretto – cioè quelle attuate mediante l’inserimento di microspie nei luoghi di privata dimora degli indagati – ed alle varie e complesse attività di verbalizzazione (d’intercettazione, di sommarie informazioni, di spontanee dichiarazioni, d’interrogatorio, d’informazione, d’udienza, ecc.), anche in rapporto alla loro ricaduta nel processo.

  2. La celebrazione di processi penali (dal primo grado fino alla Cassazione), analizzati a partire dal Dibattimento – visto nella sua dimensione di evento linguistico ritualizzato e codificato e di interazione orale tipicamente asimmetrica – fino alla Sentenza e ai successivi gradi di Giudizio. Si analizzano sia procedimenti di tipo “ordinario” sia processi alla criminalità organizzata, per strage, ecc.

  3. Le perizie / consulenze tecniche nei procedimenti penali e civili, con particolare attenzione alle perizie psichiatrico-forensi: questa prospettiva di ricerca è finalizzata a definire la produzione discorsiva a fini giuridici, orale e scritta, di “comunità socio-professionali” diverse da quella giudiziaria e l’interazione fra “operatori del diritto” e “periti/consulenti tecnici”.

  4. L’interazione giudiziaria con persone in condizioni di svantaggio sociolinguistico e socioculturale: cittadini di estrazione sociale e culturale bassa, immigrati, donne, minori, persone con disagi/disturbi psichici, ecc. Questo aspetto della ricerca è teso ad individuare sia i problemi interazionali di natura linguistica, sia gli eventuali stereotipi documentati nell’interazione.

  5. La dialettologia forense: dialettofoni e “semicolti” nei procedimenti penali; analisi della costruzione della devianza politica nelle schede toscane del Casellario politico centrale.

  6. La conversione dell’oralità del Dibattimento nella trascrizione degli Atti; creazione e adattamento di sistemi di riconoscimento vocale.

  7. Psicoanalisi-psichiatria, scienze del linguaggio e giurisdizione, con particolare attenzione a perizie/consulenze tecniche.

  8. I processi civili, anche in considerazione della forte capillarità d’impatto sulla cittadinanza; l’oralità e le tecniche di mediazione/conciliazione nel processo civile.

  9. Linguistica giudiziaria comparata: dall’Italia al “mondo”.

  10. La comunicazione pubblica (orale, scritta, trasmessa o mediata dal computer) delle Istituzioni preposte all’attuazione della Giustizia e alla prevenzione del crimine. La revisione linguistica e la semplificazione della comunicazione pubblica e di testi istituzionali; il drafting normativo.

  11. Linguistica computazionale e linguistica giuridico-giudiziaria.

  12. La lingua giudiziaria in diacronia. Come in tutti i settori della lingua italiana, l’analisi diacronica risulta fondamentale anche per la comprensione delle dinamiche sociolinguistiche attuali. Nella prospettiva storica sono poi da considerare le sovrapposizioni e le interferenze fra lingua giudiziaria e lingua giuridica.

  13. La formazione e l’aggiornamento linguistico degli Addetti ai lavori, a partire da una mappatura delle competenze linguistiche indispensabili, da introdurre omogeneamente nella formazione professionale e nell’aggiornamento di: Operatori del diritto (Magistrati e Avvocati), Polizia Giudiziaria, Resocontisti giudiziari, ecc. Ambiti di particolare rilievo per gli Operatori del diritto: competenze linguistiche, comunicative e interazionali per la cross-examination; competenze linguistiche, comunicative e testuali per la redazione di atti e provvedimenti giurisdizionali e testi professionali; la videoscrittura in ambito giudiziario.

  14. Media education e giurisdizione. La cronaca giudiziaria, la radio- e tele-trasmissione di processi penali e la rappresentazione massmediatica della Giustizia. La ricerca esamina la mediazione linguistica dei giornalisti e le caratteristiche linguistiche dei diversi ‘contenitori’ mediatici (orali e scritti): dai quotidiani ai giornali radio e telegiornali, a talk show, fiction, documentari e altre produzioni radio-televisive. L’analisi è finalizzata anche alla formazione/aggiornamento degli Operatori dei media, a partire da Giornalisti, Conduttori, ecc.

  15. L’aggiornamento degli Insegnanti, in modo che possano svolgere compiti di: a) educazione linguistica alla legalità democratica; b) educazione all’analisi di testi non letterari, interazioni asimmetriche, variazione del repertorio linguistico e usi speciali della lingua in ambito giuridico e giudiziario, c) educazione all’uso critico dei media (orali e scritti) in relazione sia alla cronaca giudiziaria, sia – più latamente – alla rappresentazione massmediatica della Giustizia. In sintesi, si tratta di offrire ai giovani strumenti linguistici indispensabili anche per la realizzazione della loro dimensione di ‘cittadini’, nell’ambito di una alfabetizzazione funzionale ormai sempre più richiesta dalla crescente complessità sociale.

  16. La Giustizia nell’arte: la rappresentazione della Giustizia nella letteratura, nel cinema, nel teatro ecc.

  17. Segnalazione e recensione di pubblicazioni, spettacoli ed eventi pertinenti.

 

 

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